Una teoria per aumentare il Tasso di Risposta nelle interviste

Norman M.Bradburn con l’articolo Survey as Social Interactions nel Journal of Survey Statistics and Methodology di Marzo 2016 propone un'analisi dell'intervista a fini statistici utilizzando l'angolo visuale della psicologia sociale. La definizione di partenza di intervista sulla quale costruisce la sua proposta teorica è quella di “interazione sociale fra estranei”.

Il senso di questo contributo va rintracciato nel tentativo di individuare un rimedio al problema della caduta dei tassi di risposta nelle indagini statistiche, problema che sta diventando l’incubo di tutti i ricercatori. Tassi di risposta del 10% nelle indagini CATI (se usiamo l’indicatore RR3 di AAPOR) sono oramai una costante. Nelle indagini on-line (CAWI) basate su liste si rischia di non raggiungere neppure l’1% (in assenza di incentivi monetari o motivazionali) e anche le indagini F2F basate su lista stanno registrando drastiche cadute dei tassi di risposta. Bradburn con questo articolo enuclea alcuni elementi come base di partenza per l'individuazione di alcuni rimedi a questo fenomeno.

Come dicevamo l'elemento centrale di questa teoria è la concezione dell’intervista come un’interazione sociale fra estranei. A partire da questa definizione egli scompone l’intervista in 3 fasi: i primi 5 secondi, l’introduzione e la richiesta di partecipazione. Queste 3 fasi, anche se con diverse modalità, sono presenti sia nelle interviste F2F che nella CATI.

E’ infatti nei primi 5 secondi che il rispondente decide di mettere giu’ il telefono e non dare neppure il tempo all’intervistatore di parlare, oppure decide se dare o meno il tempo all'intervistatore di spiegare il motivo per cui ha suonato al campanello di casa. Su questo fronte numerosi studi sono stati effettuati per capire quanto il tono della voce determini la chiusura della telefonata nei primi 5 secondi.

La fase di introduzione è un altro momento significativo per il successo dell'intervista, in cui i differenti modi di relazionarsi determinano tassi di successo più o meno elevati. Infine la richiesta di partecipazione, la motivazione, la capacità di gestire nel modo più efficace l’inizio della conversazione è anch'esso un fattore decisivo circa la possibilità che l'intervistato accetti di iniziare l’intervista.

L'articolo può sicuramente essere di stimolo per chi conduce indagini CATI o F2F.

Un'ipotesi che si potrebbe formulare leggendo l’articolo è che anche nelle indagini on-line su liste di e-mail esista un meccanismo simile: nei primi 5 secondi decidiamo se val la pena o meno leggere l'e-mail o cestinarla; poi abbiamo uno o 2 minuti al massimo in cui leggiamo l’introduzione ed infine, se il testo della e-mail contiene motivazioni adeguate, possiamo passare alla terza fase che consiste nel leggere la richiesta di partecipazione ed eventualmente accettarla.

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