Journal of Survey Statistics and Methodology Settembre 2014

Il Journal of Survey Statistics and Methodology di settembre 2014 riporta alcuni interessanti articoli per chi si occupa di indagini. L’articolo forse più interessante per chi fa indagini CAWI è quello sulle differenti risposte che si raccolgono nelle indagini auto-somministrate a seconda della dimensione e del numero di spazi riservati alle risposte nelle domande aperte.

 

“The Influence of Answer Box Format on Response Behavior on List-Style Open-Ended Questions” di Florian Keusch indaga appunto l’influenza che può avere il formato delle risposte aperte nelle indagini via web. L’effetto del formato delle risposte aperte nelle indagini autocompilate è ben conosciuto ai ricercatori. Se noi prevediamo ad esempio uno spazio di 100 caratteri in una risposta aperta invece di 30 avremo una risposta più dettagliata. Questo articolo mette a confronto un unico grande spazio per rispondere ad una domanda contro 10 spazi più ridotti. La domanda era: “se lei pensa ad una compagnia assicuratrice quali compagnie le vengono in mente?”

 

Formato domande nelle indaginiCAWI

 

 

Un altro articolo interessante è quello di James Wagner and Frost Hubbard “Producing Unbiased Estimates of Propensity Models During Data Collection”. Questo articolo si concentra sull’utilizzo dei Propensity Models. I Propensity Models vengono usati all’interno dei Responsive Design al fine di minimizzare lo sforzo per raccogliere questionari tenendo sotto controllo i bias che si possono introdurre.

 

L’ultimo articolo che contiene interessanti stimoli metodologici è “Real-World Eye-Tracking in Face-to-Face and Web Modes” di Olena Kaminska and Tom Foulsham. Attraverso l’uso di sofisticate apparecchiature (forse questo è il principale limite di questo articolo oltre alla bassa numerosità dei soggetti usati nell’esperimento) si individua dove gli occhi guardano (per questo eye-tracking) durante la compilazione del questionario. Si sperimentano differenti tipologie di raccolta questionari (dal questionario cartaceo a quello via web) per capire se vi sono differenze di comportamento nella lettura delle domande. Il test conferma fonti di bias già conosciuti determinati, ad esempio, dal modo di leggere le domande ma apre nuove riflessioni su potenziali errori.

Buona lettura a tutti

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