Come eliminare il bias causato dalla desiderabilità sociale?

Alcuni spunti da Journal of Survey Statistics and Methodology "Item. Sum: A New Technique for Asking Quantitative Sensitive Questions. Autori Mark Trappmann, Ivar Krumpal, Antje Kirchner, and Ben Jann

 

Il measurement bias ha molte cause ma in qualche modo può essere scomposto in 2 macro categorie.

La prima macro categoria può essere individuata grazie ad un modello elaborato da Torengau sul processo di domanda e risposta. Questo modello suddivide tale processo in più fasi permettendoci di individuare la presenza o meno di errori in ogni singola fase.

La seconda macro categoria ha invece a che fare con un insieme di teorie in gran parte legate al mezzo (mode) con cui viene somministrato il questionario. Ad esempio condurre una indagine sul web significa innanzitutto tener conto di tutto un insieme di regole che sottostanno alla comunicazione internet e ai protocolli linguistici e non che vengono utilizzati sul web ed adattarle alla survey methodology. 

Ma veniamo al processo di domanda risposta e concentriamoci sull`ultima fase del modello e cioè quella in cui il rispondente fa la scelta se dare o meno una risposta veritiera.

La questione centrale è che, per alcune tipologie di domande, la decisione se dire il vero o il falso è legata a fenomeni di desiderabilità sociale. Ad esempio le domande sul consumo di alcol(in particolar modo nelle popolazioni protestanti o musulmane), oppure sulla presenza di lavoro nero, sul fatto che si paghino o meno le tasse... Quando cioè si tenta di misurare comportamenti od opinioni socialmente non desiderabili in un certo contesto sociale, allora la probabilità che le risposte non siano veritiere è piuttosto elevata e di questo bisogna esserne consapevoli.

A fronte di questo bias i ricercatori hanno elaborato delle tecniche finalizzate a misurarlo. Nel 1965 viene messa a punto la Randomized Response Technique (RRT) e successivamente la Item Count Technique (ICT) e la Item Sum Technique (IST).

Queste tecniche hanno in comune la garanzia dell’anonimato del rispondente che ha un comportamento socialmente non desiderabile permettendogli di dire la verità senza essere individuato.

In questo esperimento i ricercatori hanno verificato in una indagine CATI che la IST sembra essere una tecnica particolarmente efficace nella misurazione del lavoro non in regola con le normative vigenti.

Buon lavoro a tutti

 

 

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