Biases in Random Route Surveys. not so good

randomWalk




Johannes J. Bauer in un articolo apparso in JSSAM di Giugno 2016 affronta per la prima volta il
bias nelle indagini Random Walk o Random Route. In assenza di una frame population nelle indagini F2F si ricorre ad un metodo di campionamento
denominato Random Walk o Random Route. Questa metodo per estrarre casualmente la
popolazione in assenza di una lista degli indirizzi provenienti dall’anagrafe o da altre fonti
censuarie si basa su due fasi: - utilizzare come punti di partenza una sottolista non esaustiva della popolazione come ad esempio
la rubrica telefonica; - dare delle istruzioni agli intervistatori che introducano una forma di casualità (eg scegli una casa
ogni 3, vai dritto finchè non ti trovi in una strada chiusa, etc etc). Questo metodo di campionamento (il Random Walk) non è mai stato sottoposto a verifica e spesso
gli errori nelle stime sono stati attribuiti alla mancanza da parte degli intervistatori nel seguire
pedissequamente le istruzioni. Bauer procede con una simulazione basandosi su: - due comuni tedeschi; - la lista degli abbonati al telefono; - le istruzioni di 3 differenti istituti; - i dati di tutte le unità abitative ed i dati spaziali (eg distanza dal supermercato) associati
alle stesse unità. Il risultato dell’esperimento non lascia dubbi: sia le istruzioni (di tutti e tre gli istituti) sia i punti di
partenza del campionamento introducono un bias consistente in entrambi i comuni utilizzati nell’esperimento. Una cattiva notizia per il Random Walk. Ed un inizio di una riflessione per migliorare il metodo.

Esperimento sul panel

CAWI verso CATI

Alcuni nostri clienti

Visitatori

Abbiamo 46 visitatori e nessun utente online

Newsletter

Iscriviti

Iscriviti alla nostra newsletter sulla metodologia delle indagini

Revolution Now

Copyright Demetra opinioni.net s.r.l. sotto Free Documentation License
Sito realizzato con Joomla